Non darsi per vinti…

Marcello Osler con i ragazzi della 1F delle scuole medie Garbari
Marcello Osler con i ragazzi della 1F delle scuole medie Garbari

Ha cantato “La montanara” dopo 53 giorni di coma, Marcello Osler: risvegliatosi quando nessuno più, o quasi, ci credeva che potesse ritornare a parlare, cantare, sorridere e forse, chissà,  anche a rimettersi in sella, su una bici. E i “miracoli” sembrano possibili quando ci si mettono anche 25 ragazzi delle scuole medie Garbari di Pergine Valsugana che ieri sono andati a fargli gli auguri di Natale al Villa Rosa, dove si trova attualmente. Osler, ciclista professionista dal 1973 al 1980, vincitore di una tappa del giro d’Italia 1975, ebbe un malore ai primi di agosto di quest’anno . Era in bici, sulla strada che corre dietro al castello di Pergine. Il suo cuore si è fermato. E il suo cervello non ha ricevuto ossigeno per un tempo lungo, sembrava troppo lungo per potersi riprendere. L’ambulanza arrivò dopo sette minuti dalla richiesta di soccorsi, mentre il fratello Gino gli praticava un massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca. In totale il cuore è rimasto 20 minuti senza battere: poi ha ripreso, ma Marcello è rimasto in coma. Inizialmente i medici hanno fatto tutto il possibile per riattivare le funzioni cerebrali, ma il ciclista, conosciuto e amato in città, sembrava non rispondere. La moglie, Elena, sempre accanto a lui, nel momento in cui è stato spostato in un altro reparto, perché la rianimazione sembrava non funzionare, non si è mai data per vinta. Marcello ha anche dovuto combattere con un virus, perché le sue difese immunitarie nel frattempo si erano affievolite. A metà settembre la classe 1F delle scuole medie Garbari, appena formatasi per l’inizio della scuola, era in uscita presso il rifugio Sette Selle. Gita dell’accoglienza: con la prof. Marta Scalfo, appassionata di bici e fervente sostenitrice dell’uso del mezzo a due ruote per riprendere degli stili di vita sostenibili e compatibili con l’ambiente. Ai suoi alunni ha raccontato di Marcello, della sua passione per la bici, e della sua malattia. Del lavoro che aveva iniziato a svolgere con il suo negozio-officina bici  in Via Pennella, dove aiutava anche i più piccoli a tenere in ordine le due ruote. I ragazzi hanno recitato una preghiera tutti assieme: chiedevano che Marcello si risvegliasse . Coincidenza? Qualche giorno dopo Osler ha aperto gli occhi e appena gli sono stati tolti i supporti per la respirazione, con la moglie Elena, ha cantato: la seconda voce de “La montanara”. Lo ha raccontato lei stessa ai ragazzi che ieri pomeriggio sono andati, con disegni, cappellini natalizi,  canti e flauti da Marcello (accompagnati   dalla Scalfo e Armida Moser, docente alle Garbari): dal 21 di settembre piano piano Osler sta riprendendo le sue funzioni motorie. Ma il cervello è a posto: ricorda tutto, parla, sorride, canta. Il negozio? Passerà di gestione. Ma non passerà la passione per la bici, da trasmettere ai giovani che hanno chiesto si risvegliasse . Un miracolo? Certamente una grande gioia per tutti quelli che a Marcello vogliono bene.

(articolo pubblicato su L’Adige del 19 dicembre 2013)

 

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